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Palazzo Peloso Cepolla

Palazzo Peloso Cepolla, nel cuore di Albenga, è un luogo emblematico del concetto stesso di stratificazione. Le sue mura raccontano secoli di trasformazioni: dalle tracce architettoniche e decorative del Quattrocento, alle raffinate testimonianze pittoriche del Seicento. Un palinsesto vivente in cui ogni epoca ha lasciato un segno, visibile o nascosto, che contribuisce a definire l’identità profonda del luogo.

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Strati

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Un palazzo nella città

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Aggiunte e cancellazioni

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Riconfigurazioni

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Grottesche

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La stratigrafia muraria

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Un imperatore romano

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Pollock?

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Gli spazi di Nino Lamboglia

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Gli spazi del Centro Sperimentale di Archeologia Sottomarina

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Campana di recupero subacquea

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Campana di recupero subacquea

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Assonanze materiche

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La stiva

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Altri strati

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Allestire

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Cantieri come scenografie

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Curare

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Rilevare l’umidità

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Mappare la conservazione

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Osservare ad altezze differenti

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Restaurare

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Descialbare

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Descialbare

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Ricostruire

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Pulire

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La luce e lo spazio

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Lacune?

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Operazioni preliminari

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Nuovi strati

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Nuovi dialoghi

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Mani

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Nuove committenze, nuovi artisti

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Strati

Gli edifici giunti fino a noi sono la somma di idee, stili, mode e usi differenti. Un palinsesto di azioni, aggiunte e sottrazioni che lasciano tracce, formano strati, raccontano storie.

Palazzo Peloso Cepolla ad Albenga racchiude molteplicità tra le sue mura: l’edificato del XIII secolo su cui svetta la torre, in dialogo con la piazza della Cattedrale di San Michele Arcangelo, le tracce decorative di un vissuto quattrocentesco e la più importante ed evidente riconfigurazione seicentesca. Deposito di storie antiche e nuove, di racconti che emergono dai suoi strati così come dagli ambienti; sede oggi dell’Istituto di Studi Liguri, dell’Archivio Comunale e del Museo Navale della città di Albenga.

Foto di Marco Menghi

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Un palazzo nella città

Alla Soprintendenza il compito di tutelare questi spazi e queste storie, ma anche di valorizzarli, prendersene cura e portarli nel presente, in modo che questo patrimonio sia comune, accessibile e in dialogo con tutti…

Foto di Marco Menghi

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Aggiunte e cancellazioni

Gli ambienti evolvono nel tempo attraverso aggiunte, cancellazioni, modifiche, alla ricerca di nuovi valori.

L’atrio al primo piano di Palazzo Peloso Cepolla introduce alla composizione spaziale Seicentesca, con gli stemmi delle 3 famiglie proprietarie sul sottarco dello scalone d’ingresso: Doria, Peloso e Langueglia.

Foto di Marco Menghi

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Riconfigurazioni

Nuove fruizioni e nuove estetiche rinunciano ad alcuni aspetti del passato pur mantenendone la presenza.

La quadrifora nella sala dei Filosofi svela come la riconfigurazione spaziale del palazzo attuata nel Seicento abbia alterato il palinsesto originario, inglobando tuttavia agli elementi più antichi del Quattrocento, come la quadrifora stessa o l’apparato decorativo alle pareti, oggi riportate alla luce.

Foto di Marco Menghi

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Grottesche

L’apparato decorativo a grottesche della sala delle Metamorfosi, tipologia ispirata ai motivi ornamentali scoperti alla fine del Quattrocento nei sotterranei della Domus Aurea, ci mostra il gusto del tempo e la volontà degli allora proprietari di veicolare nuovi messaggi attraverso l’arte del loro tempo.

Foto di Marco Menghi

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La stratigrafia muraria

Gli strati rivelano palinsesti complessi, non sempre pienamente leggibili, accessibili o fruibili.

11 strati della muratura raccontano le evoluzioni di questo ambiente: originariamente parte della sala superiore, di cui sono ancora rintracciabili tracce dell’affresco quattrocentesco, è divenuto parte del piano nobile nel palazzo seicentesco.

Foto di Marco Menghi

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Un imperatore romano

Tra gli strati l’arte veicola le strutture culturali del suo tempo.

Per le famiglie nobili genovesi la riscoperta dell’antico ha rappresentato uno strumento di autocelebrazione e legittimazione politica, volto a costruire un’immagine pubblica degna dei grandi lignaggi europei. La Roma imperiale è divenuta quindi un modello da imitare e reinterpretare: così la figura dell’imperatore albenganese Proculo, popolare nella cultura tardo-umanistica del Seicento, è divenuta quella di un avo della famiglia Cepolla da sfoggiare nell’atrio del Palazzo, a testimonianza e rappresentazione del valore e dell’importanza della famiglia nobiliare.

Foto di Daria Vinco

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Pollock?

A volte gli strati perdono la primitiva leggibilità a favore di una nuova.

La figura dell’imperatore, ora difficilmente leggibile se non nella sua sagoma e in alcuni dettagli, ha assunto una estetica nuova che rimanda all’informale.

Foto di Marco Menghi

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Gli spazi di Nino Lamboglia

Gli ambienti si arrichiscono delle narrazioni legate a chi abita gli spazi.

Sede della Sezione Ingauna dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri dal 1958 e del Museo Navale Romano della città di Albenga, il Palazzo rappresenta un punto di riferimento per studiosi e ricercatori, oltreché uno scrigno di reperti e strumentazioni del Centro Sperimentale di Archeologia Sottomarina, qui fondato e diretto da Nino Lamboglia.

Foto di Marco Menghi

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Gli spazi del Centro Sperimentale di Archeologia Sottomarina

Gli ambienti si arrichiscono delle narrazioni legate a chi abita gli spazi.

Sede della Sezione Ingauna dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri dal 1958 e del Museo Navale Romano della città di Albenga, il Palazzo rappresenta un punto di riferimento per studiosi e ricercatori, oltreché uno scrigno di reperti e strumentazioni del Centro Sperimentale di Archeologia Sottomarina, qui fondato e diretto da Nino Lamboglia.

Foto di Marco Menghi

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Campana di recupero subacquea

Oggetti e reperti si sommano agli strati generando nuove relazioni e significati.

Campana di recupero subacquea usata per le campagne di  recupero al largo della costa di Albenga ed esposta nell’atrio del Palazzo.

Foto di Marco Menghi

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Campana di recupero subacquea

Oggetti e reperti si sommano agli strati generando nuove relazioni e significati.

Campana di recupero subacquea usata per le campagne di  recupero al largo della costa di Albenga ed esposta nell’atrio del Palazzo.

Foto di Marco Menghi

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Assonanze materiche

Le murature dell’atrio d’ingresso avevano una finitura a infrascato, un intonaco modellato con nervature in rilievo, tipico delle architetture genovesi del cinquecento. Utilizzato originariamente come strato intermedio di intonaco nelle pareti affrescate, è stato elevato a tecnica di fintura da Galeazzo Alessi.

Oggi la sua superficie nervata dialoga con la ruvidezza del ferro ossidato dell’ancora proveniente dal relitto della nave oneraria romana di Albenga.

Foto di Marco Menghi

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La stiva

Gli ambienti del Museo Navale Romano, ma soprattutto i suoi depositi, ospitano un numero ingente di reperti provenitenti dal relitto della nave oneraria romana ritrovata al largo della costa di Albenga, le cui campagne di scavo sono strettamente connesse alla fondazione del Centro Sperimentale di Archeologia Sottomarina diretto da Nino Lamboglia

Con una lunghezza di oltre 40 e una larghezza di 10 metri, la nave romana di Albenga si stima ospitasse un carico tra le 11.000 e le 13.000 anfore, contenenti vino e nocciole.

Foto di Marco Menghi

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Altri strati

Gli strati emergono anche osservando reperti e manufatti.

La superficie liscia del cotto è diventata ruvida, quasi incompiuta, frammento generato dalla stratificazione degli organismi marini che raccontano la sua trasformazione da oggetto funzionale a testimonianza di un’altra storia.

Foto di Marco Menghi

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Allestire

L’atrio di ingresso, che rivela le murature medievali del palazzo, è stato il primo ambiente oggetto di restauro.

Foto di Daria Vinco

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Cantieri come scenografie

Ambienti usati come provvisori luoghi di cantiere sembrano set in cui viene messo in scena il tempo dell’attesa.

La Sala dell’Eneide al piano nobile del Palazzo.

Foto di Marco Menghi

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Curare

Col tempo gli strati possono avere necessità di interventi e cure.

Qui una velinatura provvisionale di sostegno con garza, è stata utilizzata per intervenire su un distacco dell’affresco nel soffitto della Sala delle Metamorfosi.

Foto di Marco Menghi

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Rilevare l’umidità

Rilievo dell’umidità del soffitto con termoigrometro a contatto, in cui ogni punto di lettura è contraddistinto da un colore e un riferimento numerico percentuale:

verde 0,5-0,6 = asciutto;

  • giallo 0,7 – 0,8 = leggermente umido;
  • rosso 0,9-> 0,9 =  molto umido.

Foto di Co.Art Restauro

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Mappare la conservazione

Rilievo dello stato di conservazione della parete in cui ogni colore contraddistingue una problematica:

  • azzurro = difetti di adesione dell’intonaco;
  • verde chiaro = fessurazioni dell’intonaco;
  • azzurro = presenza di efflorescenze saline.

Foto di Co.Art Restauro

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Osservare ad altezze differenti

Prendersi cura di qualcosa significa imparare a conoscerla.

Viste da vicino, dai piani di un ponteggio, le superfici possono mostrare le tracce lasciate dall’evoluzione dei materiali o da fattori esterni

Foto di Marco Menghi

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Restaurare

Oggi sappiamo che nel restauro i nuovi strati devono essere riconoscibili, reversibili o meglio ritrattabili.

La mano contemporanea interviene con attenzione, evitando azioni invasive o trasformative nel ricomporre l’immagine.

Foto di Marco Menghi

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Descialbare

In alcuni casi gli strati antichi devono essere riportati in luce.

Il descialbo a martellina e bisturi degli intonaci infrascati, coperti da spessi strati di tinte inspiegabili.

Foto di Daria Vinco

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Descialbare

Strato dopo strato, il descialbo fa riaffiorare la storia custodita nelle pareti.

Cambiano i colori e i toni. Le superfici e gli strati antichi sembrano già raccontare di più della soffocante tinta bianca

Foto di Daria Vinco

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Ricostruire

Mentre i nuovi strati, aggiunti o integrati, si distinguono pur armonizzandosi.

La ricostruzione del pavimento in cotto in corrispondenza di una antica canalina di scolo dell’atrio.

Foto di Co.Art Restauro

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Pulire

La pulitura è una azione progettuale, è fare architettura.

La pulitura del pavimento in cotto dell’atrio rivela i colori e la materia del cotto antico. Si legge nuovamente il disegno, la superficie riprende forma.

Foto di Co.Art Restauro

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La luce e lo spazio

Gli ambienti rivelano la possibilità di ospitare nuovi strati…

La bifora dell’atrio del primo piano.

Foto di Marco Menghi

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Lacune?

… o di colmare lacune rimaste in sospeso.

L’affresco mancante sulla parete nord dell’atrio del primo piano.

Foto di Marco Menghi

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Operazioni preliminari

Gli strati si preparano a ospitare nuove opere, nuovi concetti, nuove forme.

Come diceva Gio Ponti: Mi interessa lo splendore del passato ma mi interessa molto di più lo splendore del futuro.

Foto di Marco Menghi

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Nuovi strati

L’ampia campagna di restauri di Palazzo Peloso Cepolla condotta dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le provincie di Imperia e Savona ha offerto l’occasione di applicare anche nell’ambito del restuaro di un edificio storico il principio su cui si basa la “legge del 2%”  (L. 717/49). L’idea di onorare l’art. 9 della Costituzione oltrechè promuovere la relazione tra arte, architettura e patrimonio pubblico; inteso come luogo di rappresentazione della comunità, di racconto delle pluralità e delle conflittualità che lo compongono.

Foto di Marco Menghi

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Nuovi dialoghi

Le mani di Guerrilla Spam dialogano e si contrappongono a quelle dell’imperatore Proculo.

Così come l’arte seicentesca presente nel Palazzo è stata espressione della cultura e della società del suo tempo, l’intervento artistico di Guerrilla Spam realizzato oggi si fa portavoce del contemporaneo. Opere che attingono da un immaginario figurativo storico per parlarci delle istanze e delle strutture sociali e culturali dei nostri tempi.

Foto di Marco Menghi

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Mani

Le mani di Guerrilla Spam dialogano e si contrappongono a quelle dell’imperatore Proculo.

Così come l’arte seicentesca presente nel Palazzo è stata espressione della cultura e della società del suo tempo, l’intervento artistico di Guerrilla Spam realizzato oggi si fa portavoce del contemporaneo. Opere che attingono da un immaginario figurativo storico per parlarci delle istanze e delle strutture sociali e culturali dei nostri tempi.

Foto di Marco Menghi

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Nuove committenze, nuovi artisti

Foto di Marco Menghi

In occasione della campagna di restauri in corso, realizzata dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Imperia e Savona, a questi strati storici se ne è aggiunto uno nuovo: quello dell’arte contemporanea. Le opere site-specific realizzate da Guerrilla Spam si inseriscono all’interno del palazzo non per mimare il passato o cercare una continuità formale, ma per instaurare un dialogo diretto e consapevole con il presente.

Questo intervento artistico non rifà, non imita, non rievoca. Al contrario, si confronta con la memoria del luogo per restituirle un senso rinnovato, attuale, vivo. Perché l’arte – come il patrimonio – è sempre un atto del presente, e come tale deve continuare a interrogare chi la guarda, a porre domande, a generare senso nel nostro tempo.

Aggiungere strati non significa nascondere, ma costruire relazioni. In questo senso, l’arte di Guerrilla Spam non è una semplice decorazione, ma una presa di posizione: un modo per riaffermare che la tutela del patrimonio non è un esercizio nostalgico, ma un’occasione per rinnovare continuamente il patto tra passato e futuro.

Andrea Canziani

Architetto
Ministero della Cultura
Soprintendenza ABAP per la Liguria

Maria Luisa Carlini

Restauratrice
Co.Art Restauro

Persone

Andrea Canziani

RUP e direzione Lavori – Funzionario Architetto SABAP per la Liguria

Giulia Giglio

Direttrice operativa a supporto della DL – Architetta

Barbara Roncarolo

Assistente al RUP – Funzionaria Amministrativa SABAP per la Liguria

Simona Giovanna Lanza

Alta sorveglianza – Funzionaria Architetta SABAP per la Liguria

Francesca De Cupis

Alta sorveglianza – Funzionaria Storica dell’arte SABAP per la Liguria

Paola Parodi

Progettazione – Funzionaria Restauratrice SABAP per la Liguria

Giulia Castruccio

Coordinatrice della Sicurezza per la progettazione e l’esecuzione

– Architetta

MB Rilievi srl

Rilievi digitali avanzati

Maria Luisa Carlini (con Daria Giovini e Francesca Pieri)

Restauro Superfici Decorate – Co.Art Restauro

Parma Costruzioni Generali Srl

Restauro e manutenzione Lignei

Guerrilla Spam

Ideazione e realizzazione opere d’arte

Alessandro Altieri

Assistenza pittorica

Comune di Albenga

Proprietà del Palazzo

Istituto Internazionale di Studi Liguri Sezione Ingauna

Ente responsabile del Palazzo

Opere realizzate nell’ambito della Programmazione finanziata ai sensi dell’articolo 1, commi 9 e 10, della legge 23 dicembre 2014, n. 190 (legge di stabilità 2015) – annualità 2022-2024 – D.M. 289 del 18.07.2022 – Completamento del restauro delle sale destinate a museo e relativo compimento dell’allestimento museale, dell’impiantistica di sicurezza e multimediale.