Stratigrafie è un progetto culturale che racconta ciò che solitamente resta dietro le quinte: il lavoro silenzioso, complesso e fondamentale delle Soprintendenze nella tutela del patrimonio culturale. In un’epoca in cui la narrazione del passato è semplificata o ridotta a cliché, Stratigrafie coglie la ricchezza delle stratificazioni storiche e il loro valore nel presente.
Stratigrafie vuole mostrare come la storia non sia qualcosa di distante o polveroso, ma una componente della contemporaneità, per appassionare il pubblico ai segni del tempo, alla complessità dei luoghi, alla varietà delle tracce che compongono il nostro paesaggio culturale. Contro lo stereotipo del “ritorno all’antico splendore”, che spesso alimenta una visione nostalgica e semplificata del patrimonio. Ci interessa sì lo splendore del passato, ma ancora di più ci interessa lo splendore del futuro: quello che nasce da una conoscenza consapevole, da una tutela attiva, da un dialogo continuo tra memoria e trasformazione, dalla presenza del contemporaneo, che deve essere un nuovo strato che noi lasciamo al futuro.
Stratigrafie racconta dunque la conservazione non come cristallizzazione del passato, ma come atto culturale e politico rivolto al presente e al futuro. Conservare significa infatti rendere accessibile, interpretare, mettere in relazione: significa costruire una memoria viva, capace di generare nuove visioni. Le Soprintendenze lavorano per questo, la loro è un’attività profonda e articolata che unisce studio, confronto, cura e responsabilità. È una forma di protezione intelligente e lungimirante, capace di riconoscere il valore di ciò che è pubblico, condiviso, di tutti.